Orecchiabile: In viaggio tra passato, adolescenza e i reality show

“Vado a Trovate Mio Padre”, “Generazione Vulcano” e “Spectactle”

Ciao Orecchiabilinə,

oggi abbiamo deciso di portarvi in viaggio, sballottandovi in giro per l’Italia tra biciclette e traghetti, prima di concedervi una rilassante pausa tra i divani della reality tv americana.

Se siete nuovi su questi lidi, vi suggeriamo di spulciare il nostro nuovo e comodissimo e indice di tutte le recensioni di podcast italiani fatte fino ad oggi.

Ma torniamo a quello che state per leggere. Dunque. Giacomo vi parlerà dell’intimo significato di fare milleduecento chilometri a cavallo di bici con Vado a Trovare Mio Padre, mentre Chiara vi porterà tra l’irrequieta vitalità degli adolescenti delle Isole Eolie attraverso Generazione Vulcano, per poi svelarvi da posizione privilegiata tutti i segreti dei reality con Spectacle.

E se dopo aver viaggiato con le cuffie nelle orecchie volete una destinazione fisica da raggiungere, beh questo weekend ci trovate a Ferrara sul palco di Mondoascolti dentro il festival di Internazionale.

Pronti, partenza, play!

Vado a Trovare Mio Padre, LifeGate Radio 🇮🇹

Uno dei ricordi migliori dei miei vent’anni è quello di una Notte Bianca a Genova finita con un concerto pazzissimo alle sei del mattino. Sul palco c’erano gli Ex Otago nella loro versione caciarona, con Pernazza a fare stage diving, pianoline a caso e il pubblico tutto a urlare a pieni polmoni testi in inglese maccheronico (questo video mi sembra rappresentativo) tra un rinforzino di vin giancu e una slerfa di fugassa. Poi siamo cresciuti. La Notte Bianca di Genova è diventata noiosa. Io ho smesso di fare le sei del mattino. Pernazza si è dato allo screamo e gli Ex Otago hanno iniziato a cantare testi di senso compiuto in italiano, finendo pure a Sanremo. 

Crescere vuol dire anche iniziare a fare i conti con il proprio vissuto e con le proprie radici familiari. Ognuno ha il suo modo di affrontare questo faticoso viaggio. Maurizio Carucci, che degli Ex Otago è il cantante, ha deciso di farlo attraversando l’Italia in bici, in un percorso a ritroso verso i luoghi che hanno dato i natali a suo padre. La fatica fisica come ostacolo tangibile da superare. Il viaggio a lasciare il tempo per riconciliarsi con la memoria di un padre difficile.

In Vado a Trovare Mio Padre seguiamo quindi le pedalate di Maurizio e del suo amico Massimo. Si parte in Piemonte e si arriva in Puglia, a Taranto. In mezzo ci sono milleduecento chilometri di registrazioni volanti a dorso di bici, telefonate in famiglia, riflessioni a cuore aperto e un alquanto soddisfacente numero di belin. Il racconto si dipana leggero attraverso l’ottimo montaggio di Giacomo De Poli e Marco Rip, che alternano saggiamente suoni ambientali alle voci dei due protagonisti, senza sentire il bisogno di legare il tutto con la consueta voce fuori campo. La mancanza di una vera e propria narrazione lascia molto spazio all’immaginazione di chi ascolta, dando quasi la sensazione di trovarsi in sella con Maurizio e Massimo, con un gradito cambio di marcia rispetto a gran parte del panorama audio italiano.

Vado a Trovare Mio Padre è l’intimo racconto di un viaggio interiore, un flusso di coscienza intervallato dallo sferragliare di treni e dal rumore di gomme bucate e, in fondo, un sussurrato invito a viversi fino in fondo, accogliendo le contraddizioni che ci hanno reso quello che siamo.

🎧 Episodio consigliato: si parte dal primo e si arriva alla fine tutto d'un fiato, con i quattro episodi a prendere poco più di un’ora del vostro tempo

🧁 Bonus: il podcast è accompagnato da La Vita Dentro, la prima canzone solista di Maurizio.

Generazione Vulcano, Radio3 Tre Soldi 🇮🇹

Dell’adolescenza non parla mai nessuno: è una fase di passaggio, transitoria, un limbo fatto di Barbie e sudorazione eccessiva, di mutande coi cuori e reggiseni imbottiti. Probabilmente non ne parla mai nessuno perché è il momento più incompreso nella vita di un essere umano. È il verde rancido a metà tra un giallo limpido e un verde sgargiante. Per questo è anche molto raro che l’adolescenza venga raccontata in maniera genuina, senza facili stereotipi e senza normalizzare quelle emozioni così forti e particolari. 

Generazione Vulcano è un audio documentario in tre puntate recentemente pubblicato da Marta Bellingreri e Giulia Frigieri all’interno del programma Tre Soldi di Radio3. Racconta la vita di un gruppo di adolescenti che vivono nelle isole Eolie,  vanno a scuola a Lipari con l’aliscafo e vivono le loro vite a metà tra il posto da cui vengono e quello dove dovranno trasferirsi. Sono vite immerse nella natura, tra vulcani, spiagge e tanto mare, l’inflessibile genitore che decide per loro quando possono affacciarsi verso la terraferma, e quando invece devono rimanere isolati. Questo audio documentario ci regala l’esplosione di emozioni che solo un adolescente può provare, dando pieno spazio alle loro voci registrate in presa diretta. Presa diretta che è proprio il tratto distintivo di Tre Soldi, un programma che vuole raccontare realtà presenti e passate attraverso il linguaggio della testimonianza diretta.

L’ascolto delle tre puntate procede piacevole, con le orecchie che si emozionano di fronte alla sensazione dei suoni registrati in presa diretta, dando ancora più corposità alle voci di questi adolescenti delle isole Eolie. Sono voci che hanno il potere di entrare nelle viscere, come la lava di un vulcano in eruzione. Sono voci che funzionano anche meglio delle madeleine di Proust e ti rimandano dritto col pensiero a quando quell’età ce l’avevi tu. Senti l’imbarazzo e l’insicurezza vibrare insieme alle loro voci esitanti, facendo riverberare in tutto il corpo quel miscuglio di emozioni lì, che non ha forma e nome, ma lo riconosci subito. Fluorescent adolescent.

🎧 Episodio consigliato: i tre episodi non hanno una linea temporale, potete ascoltarli nell’ordine che preferite ma vi consiglio di partire dal primo, anche solo per non complicare ulteriormente l’ascolto sull’app di RaiPlay Radio, che poi, oltre che da browser, è l’unico modo per ascoltarlo.

🧁 Bonus: l’account Instagram di Giulia Frigieri, che è una fotografa documentarista, e ha catturato in immagini e video l’essenza della generazione vulcano 

Spectacle: An Unscripted History of Reality TV, Neon Hum Media 🇺🇸

Non ho alcuna remora nell’ammettere quanto mi piaccia guardare reality show. Il Grande Fratello, l’Isola dei Famosi, La Talpa, Uomini e Donne e Temptation Island sono tutti parte integrante della nostra cultura e, sebbene filtrati dalle telecamere e da un team di autori, sono uno specchio di quello che è la nostra società. C’è una cosa però che ho realizzato ascoltando Spectacle: i reality sono anche una capsula del tempo e ci permettono di osservare quello che siamo stati in un modo che nessun altro artefatto culturale è riuscito a catturare. Vi faccio un importantissimo esempio: è solo grazie alla prima edizione italiana del Grande Fratello che futuri studiosi potranno sapere che a inizio duemila sono andati di moda capelli e sopracciglia come quelli di Cristina Plevani.

Spectacle rivive tutte le tappe che ci hanno portato oggi a considerare i reality show parte integrante (se non di punta) dei palinsesti televisivi, raccontando come la cultura americana sia evoluta nel frattempo, anche attraverso i reality show. È contemporaneamente uno studio sociologico, un’analisi culturale e un compendio di storia della televisione americana. 

L’host del podcast, Mariah Smith, non è un’improvvisata amatrice del genere come la sottoscritta: scrive di reality, ne ha prodotto uno e ha un blog molto seguito in cui tiene traccia degli errori di continuità nel reality delle Kardashian: Keeping Up With the Kontinuity Errors. Ogni episodio del podcast è guidato dalla sua vivace voce,, sostenuta nei momenti cruciali da una musica allegra a rinforzare il genuino entusiasmo per l’argomento di cui sta parlando. In più, per aggiungere spessore alle sue riflessioni Smith alterna al suo racconto interviste con chi lavora nel settore e docenti universitari specializzati in media studies.

Il podcast è pieno di aneddoti su vecchi reality show e di curiosità su usi e costumi della società dell’epoca, ma quel che fa meglio è contestualizzare il contesto storico e sociale in cui si inseriscono certe scelte autoriali. Nella seconda puntata, per esempio, si parla di The Real World, un reality lanciato da MTV, che seguiva la vita newyorchese di sette giovani artisti in cerca di affermazione. Mariah Smith ci racconta come parte del reality fosse incentrata sull’insinuare o meno il razzismo da parte di Julie, o di come venga omessa l’omosessualità di Norman che viene definito da tutti come bisessuale.

Gli episodi si dispiegano in ordine cronologico, seguendo l’evoluzione del genere a partire dal primo esperimento degli anni settanta, An American Family, fino a The Circle, nuovo format dei reality TV che permette interazioni tra i concorrenti solo tramite chat, senza mai potersi vedere dal vivo. 

🎧 Episodio consigliato: quello su Survivor, che è forse il primo vero reality show maturo, con una struttura simile a quelli che consumiamo oggi. In più, Smith intervista uno dei partecipanti alla seconda edizione, un professore universitario che aveva un corso proprio su Survivor. Ah, la TV americana.

🧁 Bonus: i primi dieci minuti della prima stagione di The Real World che sono decisamente una capsula del tempo della New York anni duemila. Prima dell’11 settembre, prima dei cellulari e quando ancora si usavano le agende cartacee (per citare uno dei commenti più popolari sotto al video). 

⏭ Orecchie a 2x

Nel mondo dei podcast accadono cose un po’ in continuazione e non sempre riusciamo, per motivi di spazio, tempo o (addirittura) linea editoriale, a segnalarvi tutto quello che vorremmo. Quindi eccovi un po’ di notizie fresche fresche in poche comode parole:

  • Oggi esce la prima puntata della nuova stagione di Heavyweight, il podcast che cerchiamo di far ascoltare a chiunque. Leggi la nostra recensione di qualche mese fa cliccando proprio qui.

  • Da un mese a questa parte esiste un podcast italiano dedicato al calcio femminile. Si chiama Goleadora ed è figlio di Zarina, la mirabolante newsletter sullo sport femminile curata da Giorgia Bernardini. Poi non diteci che non sapete chi è Haley Bugeja.

  • Oggi è l’International Podcast Day. Non è che succeda poi granché, ma ci sono sconti su attrezzatura e software e webinar gratuiti un po’ dovunque sull’internet. È anche un buon giorno per consigliare a quell'amico scettico un episodio del vostro podcast preferito.

Bene, anche per oggi è tutto. Ora, srotolate i fili delle cuffiette e iniziate ad ascoltare! Seguiteci su Instagram e se vi va, condividete questa newsletter con qualcuno che pensate possa apprezzarla. 

Un abbraccio,

Chiara & Giacomo