Orecchiabile: L’imperscrutabilità della mente di Tom Hanks, i cimiteri e la radio anni settanta

“Dead Eyes”, “Camposanto” e “Kitchen Sisters Presents”

Ciao Orecchiabilinə,

I podcast che abbiamo scelto per questo quinto numero non sono necessariamente legati tra loro da un tema particolare, ma tutti e tre hanno in comune la bellezza del raccontare alle orecchie, più che agli occhi. Chiara vi parla dell’imperscrutabilità della mente di Tom Hanks con Dead Eyes, e di come guardare ai cimiteri con occhi diversi con Camposanto, mentre Giacomo si perde nelle cucine della storia della radio con Kitchen Sisters Presents.

Pronti, partenza, play!

Dead Eyes, Headgum 🇺🇸

Ci sono certi episodi spiacevoli della mia vita che non riesco a togliermi dalla testa. Mi compaiono all’improvviso, mentre mi lavo i denti, mi strucco, o mentre non riesco a dormire. Sono come fastidiose zanzare, che mi pungono per ricordarmi di tutte quelle volte in cui ho sbagliato, ho fallito, o non sono stata accettata per qualche motivo. Solitamente mi dico che il passato è passato, faccio spallucce e vado avanti con la mia vita. 

C’è chi  invece certe cose non riesce a dimenticarle come Connor Ratliff, autore del podcast Dead Eyes, che è il re di quelli che se la legano al dito. E ha tutte le ragioni per esserlo: venti anni fa, quando era agli inizi della sua carriera di attore e comico, Ratliff arrivò a un passo dall’interpretare un ruolo secondario nella serie Band of Brothers di Spielberg. Tom Hanks, produttore della serie e regista dell’episodio in cui sarebbe dovuto apparire Ratliff, lo scartò. Il motivo sembrerebbero essere i suoi occhi, troppo “smorti” per la televisione. Da qui, il nome del podcast. Infatti, l’espressione dead eyes è l’equivalente del nostro “occhi da triglia”. 

Dead Eyes è un racconto al tempo stesso tenero e comico di questa strana vicenda. Ha anche l’accuratezza e il ritmo incalzante dei podcast investigativi, tanto nell’impostazione della narrazione, quanto nella colonna sonora. Il mistero che Ratliff vuole risolvere, per quanto possa sembrare personale, è in realtà simile ad altre storie di chi cerca di lavorare in quel mondo bizzarro e senza regole che è Hollywood. Così, puntata dopo puntata, Ratliff intervista amici che sono anche professionisti del settore (tra tutti spiccano Jon Hamm e Seth Rogen), e su due binari paralleli porta avanti la raccolta di indizi sul proprio mistero personale e il racconto di altri episodi simili al suo, tanto inspiegabili quanto impattanti. 

Il podcast è alla seconda stagione e va ascoltato tutto per capire se Ratliff riuscirà ad avere una risposta da Tom Hanks in persona. In più, per chi non si sente a suo agio nell’ascolto di contenuti in lingua inglese, nella descrizione di ogni episodio è disponibile una trascrizione, che aiuta nella comprensione. 

🎧 Episodio consigliato: per capire quanto Ratliff se la sia legata al dito, all’epoca del rifiuto ha disegnato un fumetto in cui ripercorre tutto il momento del provino con Tom Hanks e nel terzo episodio lo analizza, vignetta per vignetta, insieme a un’illustratrice. 

🧁 Bonus: per i più curiosi, la recensione completa del fumetto è disponibile anche in un video su YouTube.

Camposanto, Giulia Depentor 🇮🇹

Fino a pochi anni fa non avevo mai provato particolare interesse per i cimiteri. Andarci significava solamente trascorrere del tempo con mia nonna, che tutti i sabati visitava le tombe di famiglia. Solo negli ultimi anni ho iniziato a esserne attratta, soprattutto da quando mi sono trovata per caso di fronte all’Hollywood Forever Cemetery di Los Angeles. Una vasta distesa di lapidi di vip, musicisti e personaggi strampalati dell’entertainment business americano. È così grande che chi lo visita si sposta in auto, in una sorta di drive-in della commemorazione. Il mio apprezzamento poi è cresciuto da quando vivo a Berlino, dove i cimiteri sono piccoli spazi verdi e silenziosi in cui rifugiarsi dai rumori della città. Sono i miei posti preferiti quando voglio starmene da sola all’aria aperta a leggere un libro. 

Potete quindi immaginare la mia gioia quando Giulia Depentor ha lanciato Camposanto, un podcast dove approfondimento storico e nerdismo cimiteriale si incontrano, non solo per chi adora leggere le storie scritte sulle lapidi ma anche per chiunque sia incuriosito da aneddoti e tradizioni legate ai cimiteri.

Giulia è così appassionata di cimiteri da aver spulciato l’archivio in microfilm della biblioteca centrale di Berlino per ore, alla ricerca di notizie sulle lapidi di quattro bambini in cui si era imbattuta per caso passeggiando nel cimitero di Grunewald. In ogni episodio Giulia condivide racconti e aneddoti su queste città ultraterrene, sui loro abitanti e su quello che ci gira intorno. 

Ascoltando Camposanto si ha l’impressione di partecipare insieme a Giulia al tentativo di esorcizzare le sue paure e soddisfare le sue curiosità. Come Tanatolady, necrofora e truccatrice di salme intervistata in uno degli episodi, Giulia trucca, pettina e insapona la nostra paura della morte, rendendola più accettabile e soprattutto comprensibile.

🎧 Episodio consigliato: ogni episodio non dura più di venti minuti ed è un concentrato di aneddoti. Il primo episodio sul cimitero di San Michele in Isola a Venezia è un buon modo per iniziare, mentre l’intervista a Tanatolady e l’episodio sul kit del bibliofilo cimiteriale ben spiegano il motivo dietro l’ideazione del podcast e la personalità di Giulia. In più, da poco, trovate anche episodi giornalieri nello spin-off Lapidario.

🧁 Bonus: se diventerete Camposanter come noi, allora il sito con il merchandise del podcast fa al caso vostro.

The Kitchen Sisters Present, Radiotopia 🇺🇸

C’è stato un breve momento della mia vita in cui ho organizzato un corso su come si fanno i podcast per un’università tedesca. Nel farlo, ho viaggiato a ritroso nella storia della radio nordamericana per trovare le radici di un certo modo di raccontare storie attraverso l’audio. Mi sono trovato così, a parlare spesso delle Kitchen Sisters e del loro particolare approccio al racconto radiofonico.

Fin dagli inizi, lo stile del duo di produttrici californiane è caratterizzato dalla mancanza di una vera e propria narrazione. La voce delle host è assente e le storie vengono raccontate usando quelle degli intervistati, appoggiate su di un ricchissimo banchetto di delizie sonore. L’elegante affastellamento di voci e suoni rivela tutta la sapienza artigiana di chi ha cominciato a creare racconti sonori alla fine degli anni ‘70, quando l’editing era fatto a mano tagliando e incollando pezzetti di nastro da montagne di cassette.

In The Kitchen Sister Present sono raccolti senza un particolare ordine i pezzi prodotti dalle “sorelle” nel corso della loro trentennale e ancor vispa carriera. Scorrere il loro feed è come rovistare in un cassetto un po’ disordinato, sorprendendosi per la quantità di tesori che si possono trovare. Si passa dal racconto della vita in un salone per le unghie vietnamita a un’intervista con Francis Ford Coppola, da una convention di Tupperware a quella volta che Joe DiMaggio era atteso come un messia a Isola delle Femmine in Sicilia.

Sono viaggi nel lato-B della storia, memorie preziose che ci permettono di guardare in maniera nostalgica all’America che veniva raccontata ai nostri genitori, scoprendo allo stesso tempo la storia della radio.

🎧 Episodio consigliato: sono passati pochi mesi dalla morte di Falcone e Borsellino. Joe Di Maggio, campionissimo di baseball ed ex-marito di Marilyn Monroe, è atteso a Isola delle Femmine, un piccolo comune in provincia di Palermo. È la prima volta che l’ormai ottantenne italo-americano torna nel paese da cui sono emigrati i suoi genitori, due pescatori del posto. I preparativi sono quelli che ci si aspetterebbe per un capo di stato. Il tutto è filtrato attraverso la distorta visione americana dell’Italia provinciale. Waiting for Joe DiMaggio è uno di quei pezzi che vi rimarranno incollati alle orecchie per anni.

🧁 Bonus: quattro densi minuti di intervista con le Kitchen Sisters su come si fa la radio, a modo loro.

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Noi ci si risente il 27 maggio!

Ciao,

Chiara & Giacomo