Orecchiabile: L'orrore dell'estate

"Monstrumana", "Alice Isn’t Dead" e "Last Podcast on the Left"

C’è una frase che sentiamo ripetere spesso quest’estate, come ogni anno: «l’estate è bella solo per chi non lavora». Per tutti gli altri, aggiungiamo noi ora, è mostruosa, terrificante, appiccicosa e pruriginosa come le punture delle zanzare tigre. Per questo, abbiamo deciso di squarciare questo dipinto idilliaco fatto di giornate al mare, in piscina o in montagna a non fare niente, e di proporvi invece storie lugubri, esseri umani mostruosi (o viceversa) e fatti di cronaca che coinvolgono beceri individui. È il modo migliore che abbiamo trovato per superare questo periodo qui.

Quindi, diamo il via alle danze con Chiara che recensisce un podcast narrativo sulla scomparsa di una donna in circostanze soprannaturali, Alice Isn’t Dead e Monstrumana, dedicato alle figure mostruose nella letteratura. Chiudiamo con Giacomo che vi racconterà di Last Podcast on the Left, il suo guilty pleasure preferito a base di omicidi e cazzeggio.

Pronti, partenza, play

Monstrumana, Gaetano Pagano e Francesca Giro 🇮🇹

Ciao, sono Chiara e sono un’introversa-estroversa; questo significa che tanto più trascorro del tempo in compagnia, quanto più ho bisogno di trascorrere del tempo completamente da sola. L’estate non fa altro che accentuare questo mio stato d’animo tra riaperture, rimpatriate, cene con amici e eventi vari. Per compensare mi tocca isolarmi e ascoltare podcast che mi portino in altre dimensioni è il modo più veloce per resettare la memoria del mio cervello, intasata dalle interazioni umane.

Monstrumana è un podcast letterario dedicato alle figure mostruose nella letteratura e quello che lo rende perfetto per essere ascoltato in momenti di saturazione sociale è la potenza dell’immaginario che i due autori sono riusciti a costruire. La cura della dimensione sonora che accompagna le loro voci, l’immagine di copertina, e il modo di raccontare i mostri, ci accompagnano in un viaggio tridimensionale nelle storie raccontate. Da Frankenstein a Quasimodo, fino a donne alate, vampiri e fantasmi. La sigla, con accordi al pianoforte dalle tonalità alte in minore, con il gracchiare dei corvi e i tuoni di un temporale in arrivo, sembra l’inizio di un classico film horror. Da ascoltatore si ha quasi l’impressione di entrare nel cuore della notte in una casa inquietantemente dispersa nel nulla. Ogni puntata, che si dispiega nell’alternarsi delle voci dei due autori, è come una visita a ogni anfratto di questa casa-podcast, alla scoperta della figura letteraria raccontata e dei suoi spaventevoli dettagli. 

L’altra peculiarità di questo podcast, oltre alla corposità dell’audio, è l’approccio con cui certe figure mostruosamente umane vengono raccontate. Gaetano Pagano e Francesca Giro, non si limitano ad aderire al testo narrativo di riferimento, ma spaziano tra teorie sociologiche, filosofiche ed estetiche legate al periodo storico in cui la storia viene raccontata. Questo, fa sì che il podcast non rimanga solamente un approfondimento per chi è interessato alla letteratura, ma diventi invece il punto di partenza per una riflessione più ampia sulla diversità che ci circonda, che spesso è meno mostruosa, e più umana, di quello che tendiamo a voler credere.

🎧 Episodio consigliato: Corpi invasi: Dracula e il queer gothic”. Dracula è forse uno dei classici della letteratura horror più sottovalutato e stereotipato. In questo episodio vengono descritte tutte le sfaccettature che lo caratterizzano. È un romanzo incredibilmente criptico e metaforico che si presta a molteplici letture, in cui tutto è il contrario di tutto. Dall’occulto e i limiti della scienza al cospetto di eventi inspiegabili fino a presunti sottotesti politici o velatamente queer. Finito l’episodio vorrete correre a leggere, vedere e ascoltare, tutto quello che riguarda Dracula e la figura di Bram Stoker.

🧁 Bonus: Sempre intorno al tema della mostruosità, consiglio questo Ted Talk della giovane artista Louise Zhang che racconta del suo rapporto con i mostri e con l’horror. Le forme ambigue e la sensazione viscida che caratterizzano i mostri delle storie, raccontano molto delle paure che ogni cultura cerca di esorcizzare. 

Alice Isn’t Dead, Night Vale Presents 🇺🇸

Se ascoltando Monstrumana si ha l’impressione di entrare nella tipica casa con la quale iniziano molte delle storie horror più classiche, ascoltando Alice Isn’t Dead si ha la sensazione di entrare in uno di quei sudiciosi diner americani, all’inizio di una storia fatta di atmosfere cupe e lugubri sulle infinite strade circondate dal nulla.

Alice Isn’t Dead è un podcast fiction che racconta il viaggio di Keisha alla ricerca di sua moglie Alice, che tutti credono morta. Per indagare, Keisha ha deciso di farsi assumere come camionista per una strana quanto anonima azienda di consegne chiamata Bay & Creek, dove lavorava sua moglie, scomparsa proprio durante l’orario di lavoro. Le circostanze del suo dissolversi nel nulla hanno origini soprannaturali e, senza spoilerare troppo, riguardano complicati intrecci tra antiche fazioni contrapposte e oscure forze maligne. 

Con uno stile che rimanda a quello dei vecchi radiodrammi, la narrazione delle tre stagioni di Alice Isn’t Dead è tenuta insieme da estratti di registrazioni che Keisha fa mentre tiene nota dei suoi pensieri, dei suoi ricordi e delle informazioni che scopre, di volta in volta, alla ricerca della verità sulla non-morte di Alice. La narrazione è accompagnata da batterie insistenti, chitarre melense dai languidi suoni tenebrosi e, mentre la protagonista macina asfalto, chi ascolta accumula chilometri di suspense nell’attesa di capire come unire i pezzi di queste registrazioni per dare un senso alla matassa di informazioni. 

Ma la bellezza di questo podcast è proprio nell’impossibilità di spiegare l’inspiegabile, senza per questo smettere di provarci, come i fari dei camion nelle arterie autostradali americane, che non riescono a illuminare il buio che circonda l’asfalto,  ingloba i cigli delle strade e inghiotte la realtà delle cose.

🎧 Episodio consigliato: ça va sans dire, la prima puntata: Part 1, Chapter 1: Omelet

🧁 Bonus: il podcast è prodotto da Night Vale Presents, un network indipendente di podcast fondato dai due co-creatori dell’ormai famoso podcast Welcome to Night Vale. Date un ascolto a tutti gli altri podcast nel network, ne vale la pena!

Last Podcast on the Left, Last Podcast Network 🇺🇸

Sono quasi sei mesi che io e Chiara scriviamo questa newsletter, preoccupandoci di sembrare persone a modino, con elevati interessi culturali e con quella capacità un po’ radical chic di apprezzare con ironia la cultura pop. Ecco, tutto questo finisce oggi, nel momento in cui vi confesso che il podcast di cui ho ascoltato in assoluto più puntate (duecento? trecento? ) è fatto da tre americani caciaroni con la passione per sostanze psicotrope, umorismo becero, rapimenti alieni, mostri assortiti e serial killer.

Partiamo dalle basi: Last Podcast on the Left è iniziato nello scantinato di un ristorante messicano. Stretti in uno stanzino tappezzato di coperte a poco prezzo per cercare di coprire il brusio al gusto di burritos e quesadillas, i tre host hanno deciso di provare a raccontare il lato orrido della vita, ridendone felici con l’aiuto di sigarette speciali e di crasso umorismo da college statunitense. Per motivi che credo non siano chiari nemmeno a loro, la formula ha funzionato e ha dato vita a un piccolo impero da milioni di ascolti, tour mondiali e contratti di esclusiva  per  Spotify.

Nel corso di dieci anni e oltre quattrocento puntate, il mio trio di podcaster preferiti ha raccontato la vita e le azioni di ogni serial killer, strambo culto o complotto alieno che sia mai apparso sulla faccia di questo mondo. Rispetto a gran parte dei podcast true crime/horror che ci sono in giro, i tre host si dilungano con gusto sui dettagli che hanno caratterizzato la vita dell’outcast del giorno fin dalla sua infanzia, per poi raccontare con altrettanta soddisfazione le sue più macabre e sanguinolente azioni. Il racconto è intervallato dalla demenziale interpretazione dei personaggi principali, con vocine, rapide scenette di improv comedy, scontatissime e ripetute battute a sfondo sessuale e un cazzeggio generale che, in fondo, fa bene al cuore.

Lungi dal glorificare assassini e sette varie come spesso accade nelle serie che tutti guardiamo su Netflix, Last Podcast on the Left ci fa guardare al peggio del mondo, ridicolizzandolo e ridendoci sopra, come solo i meglio stoner possono fare.

🎧 Episodio consigliato: gli episodi escono il giovedì e sono intervallati da Side Stories a metà settimana, in cui gli host altro non fanno che ripercorrere le notizie di cronaca nera crime della settimana. Lasciateli perdere e cercate gli episodi che parlano del vostro serial killer, culto o weirdo preferito. Io partirei da H.H.Holmes, i Mormoni e Rasputin (si, quel Rasputin)

🧁 Bonus: il vero bonus è che più puntate ascolterete, più vi abituerete a battute, modi di dire e personalità degli host e più non potrete fare a meno di Last Podcast on the Left.

Bene, anche per oggi è tutto. Ora, srotolate i fili delle cuffiette e iniziate ad ascoltare! Seguiteci su Instagram (dai che siamo quasi 1.000) e ricordatevi che potete trovare una puntata di ognuno dei podcast recensiti nelle nostre playlist Spotify, saggiamente suddivise tra italiano e inglese. E se vi va, condividete questa newsletter con qualcuno che pensate possa apprezzarla.

Un abbraccio,

Chiara & Giacomo